Jean-Charles Gille-Maisani
J.-Ch. Gille-Maisani nasce nel 1924 a Treves, in Germania, da genitori francesi, madre corsa e padre della Lorena. Compie studi scientifici ed impara diverse lingue. Si appassiona alla poesia e alla musica di epoca romantica, delle quali diventa un profondo conoscitore. Si dedica anche allo studio del pianoforte, con particolare attenzione alla musica di Chopin, che esegue in alcuni concerti. Trasferitosi in Francia, a Parigi, studia Ingegneria alla Ecole Polytechnique, specializzandosi poi presso la Ecole Supérieure de Aéronautique.
Parte alla volta degli USA, dove si laurea in Fisica al Massachussets Institute of Technology (MIT), e ottiene un Master of Arts alla Harvard University. Quando fa ritorno a Parigi entra nel Servizio Tecnico Aeronautico conseguendo anche il brevetto di pilota.
Inizia ad appassionarsi alla Grafologia, che studia con André Lecerf, Ania Teillard, ed Hélène de Saint-Morand. Il grande interesse che sviluppa per la Grafologia lo spinge a completare la sua formazione laureandosi in medicina prima, e specializzandosi in psichiatria e in psicologia poi.
Nel 1966 si stabilisce in Canada, dove insegna Automatismo all'Università Laval del Québec, pubblicando centinaia di articoli ed una quindicina di opere scientifiche tradotte in moltissime lingue. Non inferiore anche la sua produzione grafologica con più di dieci opere tradotte in diversi paesi.
Un convegno organizzato dall’ARIGRAF a Roma nel maggio del 1999 ricordò questo grande studioso, scienziato, umanista e grafologo. I rapporti di Gille con la grafologia europea furono intensi e fecondi. Parlava sette lingue ed ogni anno, durante le sue vacanze universitarie, veniva in Europa, per tenere seminari presso le varie scuole grafologiche europee, con generosità e disinteresse. Visitava studiosi di vari paesi, inclusa la Polonia, paese dove pubblicò il libro che preferiva: “Adam Mickiewicz”, il poeta nazionale polacco. Era inoltre uno stimato conoscitore delle migliori biblioteche del mondo, che frequentava per arricchire la propria “bibliografia grafologica” (pubblicata nell'edizione italiana di Psicologia della scrittura, Liguori, 2000).












