Cos'è la Grafologia


La professione del grafologo ha avuto il suo riconoscimento giuridico con la legge n.4 del 14 gennaio 2013, che disciplina le professioni di natura intellettuale non organizzate in ordini o collegi.

L’uomo che scrive disegna inconsapevolmente la sua natura interiore”, scrive Max Pulver ne “La simbologia della scrittura” (1931).

 

Scrivere è infatti un’attività simbolica, spaziale e temporale, con cui il gesto grafico si inscrive su una superficie, lasciandovi la sua impronta, il suo ritmo, la sua energia, per modulare una forma che riconduce inconfondibilmente al suo autore.

Dal dispiegarsi del gesto nel foglio il grafologo trae elementi per la sua analisi, poiché il gesto grafico esprime l’individualità più recondita di un soggetto ed è testimone, ma anche precursore, di processi evolutivi.

Quanto studia la grafologia non è il contenuto dello scritto ma il divenire del gesto grafico, il suo movimento, il posizionarsi delle righe e delle parole sul foglio di carta: in sintesi il prodotto non della mano, che ne è l’artefice meccanico, bensì di gesti accuratamente guidati dal cervello, spontanei ed automatizzati, che esprimono strutture profonde, proprie ed esclusive di ognuno. E così come non esistono due cervelli uguali, allo stesso modo non esistono due scritture uguali.

La scrittura è infatti un atto cerebrale e il prodotto grafico è il risultato delle stesse attività neuronali da cui derivano i comportamenti: corteccia cerebrale, sistema limbico, midollo, sono ugualmente implicati nella scrittura e pertanto confluiscono in essa tanto i nostri aspetti razionali quanto le nostre emozioni e i nostri moti inconsci.

La grafologia si configura dunque come una vera e propria scienza umana, come disciplina autonoma che ha precisato il suo oggetto di studio (la scrittura umana), il suo apparato metodologico, le sue tecniche, le sue procedure, la sua terminologia, frutto delle ricerche su numerosissime scritture effettuate dai padri della disciplina.

 

La grafologia vanta numerose applicazioni:

  • Innanzitutto può decodificare i percorsi della crescita, essendo la scrittura la prima rivelatrice di disagio psicologico nei bambini e negli adolescenti;
  • Può fornire un prezioso contributo nell’orientamento agli studi superiori e universitari, rilevando attitudini e potenzialità;
  • Viene utilizzata per la cura della disgrafia, attraverso la rieducazione della scrittura o grafoterapia, con l’obiettivo di ripristinare le funzioni grafiche perdute e il loro potere di comunicazione;
  • Nel campo professionale si rivela preziosa nella selezione, nell’orientamento, nel counselling, nello sviluppo delle risorse umane;
  • Nel campo della consulenza familiare, diviene un valido strumento di diagnosi di benessere/malessere di coppia e un sensore della sua evoluzione;
  • Infine, la perizia giudiziaria utilizza largamente l’approccio grafologico, pur costituendo una disciplina a sé stante. Firme su assegni e cambiali, testamenti olografi, lettere anonime, sono tra i casi più frequenti sottoposti a verifica.